Salta al contenuto

Progetti sì, progetti no

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
1 minuto

Fra pochi giorni aprirò la mia agenda per la review più importante dell’anno: quella finale. Quella in cui verifichi quanto hai realizzato, rivedi gli errori commessi e ne fai tesoro, cancelli progetti per cui ti eri preso una cotta passeggera, e finalmente butti giù gli obiettivi per rendere il prossimo un anno memorabile .

Sarà un momento difficile, come e più degli anni passati, e fino a pochi giorni fa ero un po’ giù perché ho tralasciato uno dei progetti a cui sono più legato. Mi sono chiesto perché ed è stata un’epifania: ho raggiunto un sacco di obiettivi e potrei chiudere l’anno in modo sorprendente! Di fatto però, a scapito di quel progetto a cui tenevo molto, e su cui sto avanzando a piccoli passi. Ne vale la pena?

A volte sì, a volte no. La cosa importante è avere sempre presente con cosa paghiamo: il nostro tempo. Purtroppo, come spiego nella guida del planner, la cosa più difficile è prioritizzare le attività che ci interessano e allocare del tempo per esse. E la seconda cosa più difficile è forse rendersi conto di come le cose cambiano, dentro e fuori di noi. Ogni giorno. A guardarlo da questo punto di vista, il mio progetto è stato un eroe a sacrificarsi per gli altri.

Lo recupererò nell’anno a venire, anche perché grazie al suo sacrificio molte cose sono cambiate e altre potrebbero farlo, in meglio. Penso sia soprattutto per quei progetti che mi stanno a cuore che pianificare un anno memorabile sia un’attività cruciale all’interno del percorso di crescita di ognuno di noi. Ci sono progetti che crescono con te e progetti che mentre tu cresci diventano più piccoli. Ci sono progetti che richiedono anni per essere realizzati, altri che basta metterci la testa una volta e altri ancora che ti accompagnano per un pezzo di strada senza mai vedere la luce. L’unico modo per dare un senso a questi progetti è tenerli tutti presenti e allocare tempo per quelli più importanti, senza però dimenticare quelli più “divertenti”, magari inutili, ma che aggiungono un po’ di pepe alla nostra vita.

Riflessioni

Silvio Gulizia Twitter

Il padawan di questo sito.


Articoli correlati

Solo per gli iscritti

Data di scadenza

Qualche giorno fa discutevo con mio fratello della malsana idea di comprare un pianoforte vero o ibrido o insomma un digitale top di gamma. Ne ho bisogno? No, ma il tarlo me l’aveva messo lui spendendo 1.500 euro per un sassofono di qualità professionale non avendone mai suonato

Data di scadenza
Solo per gli iscritti

Verso l’ignoto e oltre

Ci sono cose che sappiamo di sapere. Così come ci sono cose che sappiamo di non sapere. Ma ci sono anche cose che non sappiamo di non sapere. Donald Rumsfeld, segretario della difesa americano negli anni ’70, le classificava in questo modo: * known knowns; * unknown knowns; * unknown unknows. Le conoscenze

Verso l’ignoto e oltre
Solo per gli iscritti

5 palline

In un discorso di 60 secondi, il CEO di Google Sundar Pichai (non ho trovato l’originale, ma poco conta) ha invitato a immaginare la propria vita composta da 5 palline, quattro di vetro e una di gomma, da far girare in aria senza farle cadere. Quando una di quelle

5 palline