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Perché iniziare un podcast oggi

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

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Ho deciso di iniziare a lavorare al progetto di un podcast personale sulla scia del successo che il fenomeno sta riscuotendo Oltreoceano. Il 2014 è il momento giusto per partire, anche se sono un po' in ritardo. L'anno scorso c'è stata una vera e propria esplosione di questo veicolo di comunicazione digitale e mi aspetto che verso la metà del 2015 anche qui da noi ci sia un fiorire di trasmissioni digitali registrate.

Uno su tre

Un’indagine di Pew Research Center pubblicata a dicembre 2013 ha rilevato che oggi il 27 per cento degli internauti scarica o ascolta podcast regolarmente. Nel 2006 erano il sei per cento.

Oltre un miliardo di abbonati, solo su iTunes

L'anno dopo però è arrivato l'iPhone. E poi è arrivato iTunes. Apple ha festeggiato a inizio luglio 2013 il superamento del miliardo di abbonamenti alle trasmissioni ospitate sulla propria piattaforma. Gli "audio-blog" totali erano all'epoca oltre 250.000 per 8 milioni di episodi in un centinaio di lingue.

I numeri del boom

FAB Universal, uno dei più grossi network di podcast al mondo, nel primo trimestre del 2014 ha aumentato del 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente il numero di “ascoltatori unici” al mese su Libsyn, la propria piattaforma. Stiamo parlando di oltre 28 milioni di utenti residenti in 240 nazioni. A settembre dello scorso anno erano 25 milioni, il 14 per cento in più rispetto al trimestre precedente e il 29 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2011.

Le previsioni per il futuro

A marzo scorso, Michael Wolf, analista, startup advisor e contributor di Forbes, ha pubblicato un articolo sui trend in ascesa nel mercato del podcasting. Wolf ha identificato quattro filoni:

  • esplosione della creatività nell’uso del formato;
  • consolidamento dei network di podcast;
  • aumento delle ascoltatrici;
  • sostituzione della parola podcast con qualcosa di più semplice come talk, chiacchierata.

Un boom di app

Chi ascolta i podcast? La gente che va a correre, prende i mezzi pubblici, chi non riesce a prendere sonno, chi guida molto e ancora ci sono molte persone che li ascoltano mentre lavorano o in poltrona. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito a un fiorire di app per ascoltare i podcast. Quelle che vanno per la maggiore sono:

Io al momento ne sto usando altre due. Una è Network. Mi piace per il suo stile pulito: consente solo di scegliere e ascoltare i podcast che preferisci. A scaricare i nuovi episodi, solo quando sei sotto wi-fi se preferisci, ci pensa lei. E quando li hai ascoltati li cancella per non riempirti l'iPhone.

L'altra che ho iniziato a usare è Overcast. E questa merita un paragrafo a parte.

Overcast

Si tratta di un'app sviluppata da Marco Arment. Uno che nella vita ha fondato e poi venduto Tumblr, Instapaper e The Magazine, scrive uno blog più seguiti dagli amanti di tecnologia e diffonde uno dei podcast più acclamati.

Overcast ha introdotto due funzioni innovative per l'ascolto dei podcast:

  • livellazione dell'audio;
  • rimozione dei momenti vuoti.

Inoltre ha un sistema di raccomandazioni basato su Twitter: ti vengono consigliate le trasmissioni da seguire sulla base di ciò che seguono i tuoi contatti sul social network. Non manca la sezione dei podcast consigliati. Sono pronto a scommettere che nei prossimi mesi l’app diventerà fra le più usate in assoluto.

In Italia

Un interessante report sulla situazione italiana nel mondo dei podcast lo puoi trovare su NoApple.it. In sostanza, al momento sono i network radiofonici ad avere una situazione predominante, ma piccole realtà indipendenti stanno iniziando a crescere, soprattutto nel mondo della tecnologia.

Nel mio piccolo

Come ti dicevo, sono al lavoro sul progetto. Ho fatto una trasmissione pilota parando dei sorprendenti numeri di CircleMe, una startup italiana che riesce a fare meglio di Facebook per quanto riguarda l'engagement dei propri utenti. Trovi il podcast nel post linkato.

Comunicazione

Silvio Gulizia Twitter

Il padawan di questo sito.


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