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Mascherina al collo is the new normal

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

Mascherina al collo is the new normal. Ho letto questa frase sul Facebook di un mio amico. Mi è rimasta in mente perché dice tante cose. Dice che rivogliamo la nostra normalità. O una normalità diversa, pur che sia normale. Evoca il bisogno di costruire le giornate su basi solide.

Mi fanno ammattire quelli che dicono “nulla sarà più come prima”. Tutto sarà come prima, quando sarà passata. Ci vorrà tempo. Qualcosa resterà diverso, in meglio o in peggio. Se però ci guardiamo alle spalle, tutto passa. Ci vuole tempo. E le cose cambiano comunque. Nel bene e nel male, anche senza epidemia. È pero tempo di accettare le novità anche a livello personale e iniziare a cambiare qualcosa.

Il 48 per cento delle nostre azioni sono abitudinarie, e buona parte di queste abitudini sono state scombussolate dalle restrizioni e dalle attenzioni imposte dall’emergenza COVID-19. Non so te, ma io sono “cotto”. Ho la testa piena di cose perché non ho il tempo di dedicarmici. Però so che “non ho tempo” è un inganno. Il tempo a mia disposizione si è ristretto perché i bambini sono sempre a casa, ma in questo tempo ci devo mettere le cose importanti, altrimenti significa che non lo sono davvero. Importanti.

In certi giorni mi sento disperato e cerco con forza di riaggrapparmi alle vecchie abitudini. Riesco a fare tutto quello che devo fare solo se lo scrivo nel mio Bullet Journal. Mi sento meglio solo se pratico i riti tibetani e medito al mattino, mi faccio un giro in bicicletta o suono il pianoforte.

A volte per studiare il pianoforte mi devo obbligare. In verità, per tutte queste cose mi devo obbligare. Riesco a lavorare bene solo se seguo la tecnica pomodoro. Riesco a meditare solo se vado a letto presto e mi alzo presto, ma dopo giornate come queste la sera ho bisogno di svago e spesso mi arrendo al divano e guardo un film che volevo vedere e non sono mai riuscito a vedere. Riesco a godermi i bambini solo se pianifico prima quello che faremo.

Per fortuna negli anni ho sviluppato quell’adorazione per la disciplina necessaria a mantenere la velocità di crociera quando sei stanco e non ne puoi più.

Mi sembra di essere in una vacanza forzata, perché i bambini sono sempre a casa e fuori è bello. Ha degli aspetti positivi, perché ho più tempo per stare con i bambini, ma anche degli aspetti negativi, perché non riesco più a gestire tutto come prima.

Credo sia giunto il momento di accettare che dobbiamo intervenire intenzionalmente sulla nostra quotidianità e ricostruirla da capo. Fare tabula rasa, prendere in mano carta e penna e disegnare la nostra nuovo agenda. Chiederci cosa ci piace, di adesso, e cosa ci piaceva di prima, e fare un piano per eliminare le cose brutte di prima e di adesso. In certi casi ci sembra di non poterci fare nulla, ma se assumi che la colpa sia tua un modo di intervenire lo trovi. È tempo di ridefinire quello che riteniamo importante.

Dopo aver pianificato la prossima settimana mi sento già meglio.

Riflessioni

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