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Lo stupido cassetto

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
4 minuti

L’attacco di questo articolo è uno dei più difficili che abbia mai scritto, e dunque ho deciso di saltarlo a piè pari. Tenere un sogno chiuso nel cassetto è una cosa stupida, ma è ancora più stupido lasciarcelo perché nel cassetto c’è così tanto casino che non sappiamo dove mettere le mani. A tutti quelli che mi hanno scritto che non hanno o non sanno trovare un sogno, o un progetto da realizzare, ho risposto: dormi, è più facile sognare se dormi. Vediamo dunque come mettersi nelle condizioni di trovare quel sogno, o quel progetto che ti terrà occupato per uno svariato numero di giorni e ti farà sentire realizzato nell’averlo concluso, anche se non avrà cambiato assolutamente nulla nella tua vita o in quella degli altri.

Dove cercare

Viviamo in una società che ha cancellato la noia, e questo è un problema. Siamo costantemente esposti a così tanti stimoli che non abbiamo più tempo di stare ad ascoltare noi stessi, e per farlo abbiamo bisogno di prenderci del tempo. Credo sia per questo che in molti hanno acquistato il mio planner per pianificare un anno memorabile: se non ci poniamo attenzione non siamo in grado di realizzare quello che vogliamo, e anno dopo anno il nostro stupido cassetto si riempie di sogni rimasti indietro. Perché non provi a elencare tutte quelle cose che avresti voluto e che ancora no?

Stavo facendo questo esercizio quando mi sono reso conto che delle tante cose che vorrei fare molte sono oramai andate. La vita è così: ci sono momenti in cui puoi affrontare certe sfide, e non ti senti preparato a sufficienza, quindi rimandi, e poi ci sono momenti che finalmente sei pronto e invece non puoi più. Per la famiglia, i figli, il lavoro, l’età… All’età di 42 anni ho finalmente compreso che devo ascoltare e assecondare di più la mia vita, anziché stare a rifletterci sopra, e il modo migliore per darle retta è iniziare a fare quello che mi chiede anche se non ho capito, non sono pronto, e non ho la più pallida idea di come fare.

Dunque, la vita ci ha portato qui, io con i miei progetti e i miei sogni e tu con i tuoi. Te che strada hai fatto? Io ho sbagliato strada diverse volte, alcune volte ci ho indovinato, e l’unica cosa di cui sono felice è non aver mai smesso di cercare. Non ho ancora trovato quello che cercavo, ma se smettessi di cercare non avrei alcuna possibilità di trovarlo.

Il posto dove cercare è dentro di te. ”Cosa vuoi fare nella vita?” è una domanda troppo difficile a cui rispondere, per cui ho iniziato a chiedermi cosa voglio fare nei prossimi dieci anni, cinque anni, il prossimo anno, il mese prossimo, domani. Chiedendomelo ogni giorno vengono fuori cose interessanti, e quando non me lo chiedo, mi ritrovo ad andare avanti per inerzia e mi deprimo pensando che stia sciupando parte della mia vita girando in torno e senza andare da nessuna parte.

Come cercare

Trovare qualcosa senza sapere cosa cercare è difficile, ma cercare senza sapere cosa cercare è facile, perché basta cercare. Cercare significa sperimentare, provare qualcosa di nuovo ogni giorno ed essere aperti a mettere in discussione tutto quello che fino a oggi abbiamo dato per certo. È come fare l’aggiornamento del nostro cervello senza ben sapere cosa ci sia nella nuova versione.

La cosa più importante di una ricerca è:

  • iniziare.

Una volta che hai iniziato, poi qualcosa succede. Serve disciplina per continuare a cercare, ma la disciplina per fortuna è nostra alleata, anche se pensi di no. Cercando tutti i giorni alla fine qualcosa trovi, e se non stai cercando nulla in particolare, trovare qualcosa di interessante è ancora più facile.

Il modo più semplice per iniziare è connettere i puntini. Ovvero andare a ritroso chiedendosi come ci siamo arrivati, dove siamo, e come quello che abbiamo vissuto impatti quello che stiamo vivendo. Dove ci stia portando.

Come riconoscere quello che troviamo

Tutti noi sentiamo l’esigenza di dare un nome a quello che troviamo. Puoi trovare una passione, un sogno, o un progetto. Qualcosa di ricorrente, o qualcosa che sparisce poco dopo. Qualcosa che lasci il segno, oppure no. E poi ci sono passioni improvvise che ti rubano il tempo, vanno e tornano, e magari fino a ieri non sapevi neppure di avere. Come distinguere fra tutte queste cose?

Non so se ci sia un modo per riconoscere un sogno, ma quello che so è che ci sono progetti in cui metti la testa e non ti rendi più conto del tempo che è passato. Lo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi l’ha chiamato stato di flow: riusciamo ad hackerare le nostre giornate quando il livello di difficoltà è tale che tutte le nostre competenze sono necessarie, e anzi serve un quid in più. Quel quid in più, ahimè, è spesso il motivo per cui quel sogno o quel progetto che abbiamo stanno chiusi nel nostro stupido cassetto.

Iniziare, ora

Anche senza quel quid, possiamo però rimboccarci le maniche e darci da fare per realizzare il nostro progetto. Magari non verrà come l’avevamo immaginato, ma meglio così che lasciarlo nel cassetto. Che è stupido. Dunque, se pensi di non avere un sogno o un progetto da realizzare, inizia a connettere i puntini, vedi un po’ cos’hai messo da parte e inizia a dedicartici. È sufficiente un minuto al giorno per iniziare a realizzare un progetto.

Progetti

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