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Giro di boa

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

Quando a dicembre ho fatto il mio piano per un anno memorabile pensavo oramai di aver preso le misure alla pandemia. E invece mi sbagliavo. Gli strascichi sono stati pesanti da gestire, e il nuovo lockdown mi ha rimandato al tappeto. Siamo creature abitudinarie, e quando una sola delle nostre abitudini viene a mancare, a cascata iniziano i guai. La cosa buona è che basta ricominciare da una abitudine che poi le altre piano piano è più facile riprenderle.

A fine giugno faccio sempre una revisione dei miei obiettivi, per verificare come stia andando il mio anno e adeguare gli obiettivi di questo al tempo che mi rimane. Nei primi sei mesi di questo 2021 sono riuscito, a fatica, a riprender in mano i miei rituali del mattino, apportando qualche compromesso (qui come li sto ricostruendo); ho ripreso ad andare a camminare due o tre volte alla settimana, anche se non ho ancora trovato il ritmo giusto; ho ricominciato a suonare la tromba (è una lunga storia), anche se poi l’ho accantonata di nuovo per fare all-in con il piano jazz (ma sono sempre più convinto di riprenderla a studiare), e però ho iniziato a studiare sistematicamente l’improvvisazione; ho riallineato la mia dieta salvo poi lasciarmi andare di nuovo, riprenderla, e studiarne una nuova, ma ci sto lavorando; ho finito e pubblicato Minimalismi: meno cianfrusaglie, più divertimento, anche se poi non l’ho promosso più di tanto (sei sempre a tempo a fare una recensione se l’hai già letto 🙂 ); ho ripreso a scrivere per altri siti (Repubblica) anche se non esattamente nella direzione che volevo; ho costruito una nuova tastiera, anche se non ho finito di ottimizzare i layer; e insomma, ho fatto un po’ di cose, sono stato abbastanza fedele al piano nonostante il rinculo della pandemia e però ho commesso un grande errore.

Ho perso l’abitudine di tenere attaccato al monitor dello studio un post-it con gli obiettivi del mese. Non avendo presente costantemente i grandi obiettivi pianificati è facile lasciarsi trascinare in deviazioni non previste. Benché spesso graditi e piacevoli, queste diversivi alla fine non fanno altro che allontanarci dal programma stabilito per raggiungere i nostri obiettivi. Il pericolo maggiore è indugiare in un qualcosa di più divertente piuttosto che affidarsi ai compiti previsti, magari difficili e impegnativi. Se però non seguiamo il nostro piano per un anno memorabile, il nostro anno non lo diverrà mai, memorabile. Insomma, tocca fare quello che abbiamo stabilito di fare. Affidandosi a quelle piccole abitudini che abbiamo indicato nel nostro piano.

Riflessioni

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