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Che dice la tua pancia?

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

Siamo soliti pensare che essendo esseri razionali dovremmo prendere le decisioni con la testa, ma non c’è niente di più sbagliato. Non decidiamo mai con la testa, anche quando siamo convinti di usarla. In quei casi la testa sta solo razionalizzando quello che la pancia o il cuore hanno già deciso. E tenerlo a mente è fondamentale per capire i giochetti che la testa cerca sempre di fare.

Durante un meeting per un nuovo progetto, qualche giorno fa, uno dei partecipanti ha detto: “Com’é che dite voi delle startup? Se parte, parte subito. Se ci devi stare a penare vuol dire che non la farai mai”. Non è proprio così, ma il concetto è chiaro e introduce bene il tema. Cos’é che manda avanti le nuove iniziative nel mondo dell’innovazione? La sensazione che possa funzionare. Supportata da qualche indicazione che effettivamente abbia senso. Le difficoltà a realizzare il progetto, i problemi che si incontreranno, la mancanza di risorse, tutto passa in secondo piano. Make sense? Facciamolo, cercando di fallire in fretta se vediamo che non funziona. Di pancia, per l’appunto. Perché la testa è li solo a mettere in luce i problemi che incontreremo.

Eviterò di aprire una lunga parentesi sul sistema nervoso enterico che si trova nella nostra pancia, ma non posso esimermi dal notare che questo è in costante comunicazione con il nostro cervello. Il punto è: ogni volta che dobbiamo decidere lo facciamo al buio. Prendere una decisione è infatti un’attività richiesta tutte quelle volte che non abbiamo una scelta predefinita , come per esempio “non faccio il bis di pasta perché sono a dieta anche se lo vorrei davvero fare”. Capiamoci: per quanto immediata possa essere la scelta, questa è sempre figlia di una valutazione. Anche quando le opzioni sono più di una, la scelta è sempre fra una cosa e il suo opposto, o una cosa oppure no. E l’analisi che andiamo a svolgere sempre da qualche parte deve partire. A meno che non si abbia una scelta predefinita per prendere le nostre decisioni, come per esempio valutare innanzitutto l’aspetto economico o il tempo richiesto, l’analisi inizia sempre dalle indicazioni che riceviamo dalla pancia. O dal cuore: mica ti innamori di una persona o un progetto perché te lo dice la testa, no?

Se una cosa è affine alle nostre passioni, se ci risuona dentro, il cervello è chiamato a giustificare una decisione favorevole a questa. Poi con il tempo potremo modificare la decisione o cambiare giudizio, ma andare contro le decisioni della pancia ci mette sempre in uno stato negativo. Da maldipancia, a volte.

Se la testa non riesce a giustificare la decisione della pancia, allora si passerà all’opposto, cercando di spiegare alla pancia perché non si può fare e non ha senso fare come dice lei. Anche davanti all’evidenza, la pancia manterrà la propria posizione. Tanto più la scelta della pancia sarà allineata con i nostri valori, tanto più probabile sarà andare contro l’analisi razionale illustrata elaborata dalla testa per aiutarci a decidere.

A volte si fa prima ad ascoltare la pancia senza troppo indugio, e invidio molto le persone che sono capaci di farlo. Io rifletto sempre a lungo cercando di valutare tutti gli aspetti, e poi anche quando è chiaro che dovrei decidere diversamente spesso prendo la decisione finale ascoltando la pancia. Nel Manifesto dei Coltivatori di Sogni ho inserito una frase di Mark Twain che mi piace recuperare per concludere questa riflessione:

Fra vent’anni, sarai più contrariato dalle cose che non avrai fatto che da quelle che avrai fatto. Quindi, molla gli ormeggi. Salpa dal porto sicuro. Cattura il vento nelle vele. Esplora. Sogna. Scopri.

Che dice la tua pancia?

Riflessioni

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