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Perché e come aggiungere una newsletter al tuo blog

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
8 minuti

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Quando una persona che incontri, anche tutti i giorni, diventa un tuo contatto? Quando ti scambi il biglietto da visita. Perché lì sopra oltre al suo nome è indicato un modo per contattarla. Di solito telefono ed email. Con i tuoi lettori è lo stesso: diventano un contatto quando ti lasciano la loro email. Essere in contatto è l’unico modo per costruire una relazione, e tramite i social network non sei davvero in contatto, perché per comunicare con chi sta dall’altra parte devi usare il social network come vuole lui (e spesso pagare). Questo è il principale motivo per cui dovresti aggiungere una newsletter al tuo blog. Vediamo perché e come farlo, perché a differenza di quello che appare, non è immediato.

Nel 2019 la newsletter è l’unico strumento di pubblicazione in grado di raggiungere chiunque, che chiunque sappia usare, e che ti garantisca proprietà e controllo del contenuto pubblicato. E già questo basterebbe per aggiungerla al tuo blog. Inoltre il numero delle persone che la leggerebbero sarebbe di gran lunga superiore a quello degli utenti che ritornano sul tuo blog dopo esserci stati una volta o che sei in grado di raggiungere attraverso i social network. In una parola, la newsletter è l’unico strumento che ti permette di creare un’audience personale. Ti faccio un esempio: quando mando una newsletter ai 3.800 contatti di Vivere intenzionalmente, in media il 37 per cento di chi la riceve la apre. Se poi la rimando qualche giorno dopo a chi non l’ha aperta, un altro 15 per cento la apre. E visto che non si cancellano in massa, significa che mediamente 1500 persone ogni settimana leggono quello che ho scritto. Molti rispondono pure, e così oggi conosco molti dei miei lettori. Cioè so a chi scrivo, e molte volte quello che scrivo è una conseguenza di riflessioni che ho fatto su quello che i miei lettori mi hanno scritto.

I diversi tipi di newsletter che puoi scrivere

Ci sono diversi tipi di newsletter, e a dirti la verità non è neppure necessario che tu abbia un blog per scriverne una. Perché non scrivere una newsletter e mandarla ai tuoi amici, anziché condividere un post su Facebook?

Tornando al blog, la tua pubblicazione può avere diversi tipi di newsletter:

Articolo completo

Questo è il modello che prediligo e che uso, perché consente al lettore di fruire di un contenuto specifico senza dover lasciare la propria email. E sai una cosa? Oltre il 70 per cento dei miei lettori mi legge da smartphone. Proprio per questo preferisco che leggano via email. Aprono e leggono. Quando vogliono perché ce l’hanno lì nella email, e siccome sanno esattamente quando arriva, molti vanno nell’email per leggere quello che ho scritto. E ogni volta che mando la newsletter la domenica pomeriggio anziché al mattino, mi scrivono per chiedermi se è tutto ok e come mai non hanno ricevuto la newsletter.

Poi certo tutti vogliamo che questi lettori vengano sul nostro sito per macinare pagine viste (io non più perché ho capito che non è una metrica utile, ma all’inizio lo volevo). E duque puoi scegliere di inserire un link all’articolo per leggerlo nel browser, oppure un link ad altro che vuoi promuovere. Quello che fanno i lettori della mia newsletter è cliccare sui link ad altri articoli inclusi nel testo della newsletter, condividere l’articolo attraverso il link che fornisco, e andare su Amazon per comprare il mio libro o il mio corso, che promuovo nella sezione finale della newsletter.

Add on

Attraverso la newsletter puoi offrire qualcosa di più che le persone interessate al tuo blog possono gradire. In questo caso puoi anche scegliere di farti pagare per questo, consegnando alla loro posta elettronica un’edizione speciale. Io l’ho fatto per un po’, dopo di che mi sentivo castrato a non poter pubblicare sul mio sito quello che avevo mandato ai (pochi) che mi pagavano.

Teaser

Il teaser è uno snippet del tuo articolo, a cui un link rimanda. È il formato che meno mi piace, ma uno di quelli che, soprattutto quando avvi un blog, molti scelgono. A mio avviso sbagliando, perché barattano il traffico con l’audience, i numeri con le persone. Nel mio blog vivereintenzionalmente.com ho un form diverso per ogni categoria che i lettori possono riempire per ricevere la collezione dei migliori articoli di quella categoria, e chi si iscrive da lì riceve un teaser con una lista di articoli da leggere. Funziona splendidamente per convincere le persone a leggerti, perché dopo aver trovato un articolo interessante ne hanno subito altri da leggere nella propria email. Non è però lo strumento che uso, né lo suggerisco, per il canale “ufficiale” della newsletter. Quello che puoi fare, però, è inserire una collezione di migliori articoli nella prima email che invii ai tuoi lettori.

Cosa ti serve per scrivere una newsletter

Scrivere una newsletter è una delle cose più facili al mondo. Ti servono solo un indirizzo di posta elettronica e le email delle persone a cui mandarla. Per connetterla al tuo blog però hai bisogno di un altro paio di cose:

  • pagina della newsletter, in cui spieghi che vantaggio traggono i tuoi lettori dall’iscriversi e fornisci un esempio dei contenuti che riceveranno;
  • un software per inviare newsletter (in gergo, ESP, email service provider) che può essere un semplice strumento per inviare email o un vero e proprio software di email marketing;
  • form per iscriversi, che puoi creare a mano, ma che in generale tutti i software di email marketing ti mettono a disposizione. Consiglio di limitarlo al minimo: nome e indirizzo email, o anche solo indirizzo email. Aggiungere il nome è utile perché così puoi chiamare le persone per nome quando gli scrivi, ma riduce il tasso di conversione, e in fondo chi si iscrive a una newsletter lo sa che usi questi escamotage, quindi non è che faccia una grande differenza. Io ho tolto il nome, ma mi dispiace non salutare per nome le persone a cui scrivo.
  • un template, meglio se minimale, con solo testo e al massimo una testata per rendere la tua newsletter riconoscibile, perché questo formato è quello che funziona meglio. Probabilmente perché è quello che più somiglia a una email e non a un messaggio di massa. Però dipende molto dal tipo di newsletter che scrivi, perché se per esempio è una collezione delle migliori cose che hai letto su un argomento, allora un minimo di template diventa utile.

Strumenti per inviare newsletter

Questa è la parte più difficile: scegliere uno strumento non è semplice, perché all’inizio non sai mai quello di cui potrai avere bisogno. Di base ci sono tre cose a cui prestare attenzione:

  • creazione e programmazione dell’invio della newsletter, che offrono tutti gli strumenti di questo tipo;
  • automazioni, per inviare email specifiche a persone specifiche in base alle azioni che compiono sul tuo blog o all’interno della tua newsletter.

Vediamo gli strumenti migliori, a mio avviso, fra tutti quelli che ho provato.

Convertkit: è lo strumento ideale per i blogger, perché costruito per i blogger. Ha una semplice interfaccia, offre template solo testuali, ma consente di generare una newsletter automatica con il tuo ultimo articolo non appena pubblicato. Costa parecchio (29 dollari da 0 a 1000 utenti, a salire), ma li vale. Consente anche di creare landing page per il tuo sito. Per essere onesti però, costa un po’ di più e non offre di più.

Mailchimp: è brutto, ma è completo e funziona molto bene, e sopratutto è integrabile con qualunque strumento tu usi. La versione gratuita (fino a 2000 lettori) consente anche di attivare landing page e automazioni, fare A/B test, e creare campagne di remarketing su Google e Facebook attraverso gli indirizzi della tua lista. Tanta roba, che nel tempo potresti voler usare. È quello che uso io. Non lo amo, ma una volta imparato a usarlo è difficile trovare qualcosa di meglio. Se usi WordPress, consiglio vivamente il plugin Mc4wp.

Tinyletter: è una versione basica di Mailchimp, gratuita, che consente di inviare una newsletter fino a 5000 persone. Ti dice quanti hanno aperto la tua email e offre una landing page con un form, pure integrabile sul sito. Ha un futuro incerto, ma oramai da anni. Non la consiglierei, ma mi piace un sacco. Non puoi rimuovere il branding, ed è il motivo per cui non la uso.

Buttondown: è uno degli ultimi arrivati, consente di scrivere in Markdown, è molto semplice e pulita, ma non ha (ancora) le automazioni. È gratis fino a 1000 utenti, ma poi va a costare un po’ di più di Mailchimp. In ogni caso la tengo d’occhio, e quando avrà le automazioni…

Mailerlite: l’ho usata molto tempo fa, ed è migliorata nel tempo. È un po’ più pulita di Mailchimp, e costa un po’ meno (gratis fino a 1000 iscritti). Però è più difficile da integrare con altri servizi (per esempio Easy Digital Download).

Substack: questo è lo strumento che sta cercando di cambiare tutto, e ci sta già riuscendo. È un Medium per newsletter a pagamento, ma anche gratis. Consente di creare una pagina di presentazione e pubblicare le newsletter inviate, che chi paga può anche commentare. Non è localizzabile, ha pochi dettagli curati, non ha automazioni, ma è fortemente innovativo, e soprattutto lo puoi usare gratis senza (altri) limiti. L’unico svantaggio è che non puoi rimuovere il loro brand, e questo non mi piace proprio.

Revue: consente di creare una newsletter in cui collezioni contenuti da diversi siti. Puoi anche usarla per farci la tua newsletter, e puoi anche farla a pagamento. Se scrivi tanto, puoi usarla per una newsletter settimanale o mensile con i tuoi articoli migliori. Gratis per i primi 50 lettori, poi si paga, ma non molto. Puoi usarla anche se non hai un blog, perché ti offre tutti gli strumenti necessari per mettere in piedi un sito vero e proprio. Attenzione però: è pensata per la content curation.

Goodbits: vale quanto detto per Revue, a differenza del quale però non offre un sistema per farsi pagare, però permette di usare altri software per l’email per inviare le email, e per grandi numeri costa un po’ meno.

Sendy: self hosted, funziona con Amazon SES e oltre ai 59 dollari di licenza, e il tempo di montarla (relativamente semplice), costa quasi niente. Ce l’ho lì da tempo, ma non ho ancora avuto il tempo di fare la migrazione.

Email Octopus: come Sendy, funziona con Amazon SES, ma a differenza di Sendy costa 19 dollari al mese fino a 10.000 email (fino a 2.500 è gratis). Ha quasi tutto quello che serve e sarebbe la mia scelta, se solo avesse la possibilità di creare segmenti, cosa che invece non ha. Quando arriverà questa funziona (prevista entro fine anno) potrei lasciare Mailchimp per questa.

Yet another mail merge (YAMM): è un add-on di Chrome che consente di inviare un’email tramite la tua Gmail a tutte le persone inserite in un Google Spreadsheet, tracciando l’apertura. Non offre però un form per l’iscrizione. Non è lo strumento ideale per gestire una newsletter, ma è un perfetto compagno per quando devi scrivere solo a poche o tante persone qualcosa di diverso dalla newsletter e non vuoi che pensino che hai scritto a tutti. Meglio di Mandrill, l’equivalente di Mailchimp.

Cosa ti consiglio

Dopo anni di ricerche, la cosa migliore resta Mailchimp. Ahimè. Se puoi spendere di più, Convertkit, ma non è così rodato e integrato con il resto del mondo (ci sta arrivando però). Per esempio, mentre scrivo la home è rotta, e quando ho lanciato uno dei miei primi ebook (pagavo 29 euro al mese) è andata down durante l’invio. Però sono molto disponibili. Adoro Substack, ma non potendola personalizzare come vorrei non la sto usando, e quindi non la suggerisco. YAMM per le singole comunicazioni che non richiedono di essere tracciate all’interno del tuo strumento di email marketing. Ci sono altri strumenti, ma o sono molto più costosi o non reggono il confronto con quelli che ti ho suggerito. Se pure è facile fare meglio di Mailchimp, alla fine gli altri se costano meno hanno qualcosa meno, e se costano di più il costo non è giustificato. C’è poi quello lì italiano che forse ti viene in mente, ma la mia casella di posta è piena di spam inviata da aziende che lo usano, e questo mi fa pensare molto male di loro.

Come iniziare

Iniziare a scrivere una newsletter non è nulla di complicato, ed è persino più semplice di iniziare un blog. Per iniziare devi:

  • scegliere titolo e topic della newsletter e uno strumento per gestirla;
  • creare una landing page con la descrizione di cosa ci troveranno le persone, e un form per iscriversi;
  • annunciarla ai tuoi amici (via email o social), e sul tuo sito.

E poi scrivere, identificando il momento in cui vorrai mandarla, ovvero quello in cui i tuoi lettori vorranno leggerla, e mantenere una cadenza regolare, perché così leggerti diventa un appuntamento fisso per i tuoi lettori.

Scrivere

Silvio Gulizia Twitter

Il padawan di questo sito.


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