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L'app di Tom Hanks e l'identità dell'iPad: è davvero una macchina per scrivere!

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
3 minuti

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Scrivere questo post mi sta provocando un’emozione che non avvertivo più da parecchio tempo. Per la precisione da quando ho fatto l’esame di giornalismo. Sono stato fra gli ultimi a portarsi da casa una vecchia macchina per scrivere per stampare l’articolo che insieme a una lapidaria interrogazione mi sarebbe valso il tesserino da giornalista. Sto battendo questo post lettera dopo lettera con la nuova app di Tom Hanks: Hanx Writer. Il rumore quando schiaccio un tasto sulla tastiera, collegata all’iPad via Bluetooth, è un suono dolce e lontano di quando mio nonno mi insegnava a scrivere con dieci dita.

Due battute prima della fine della riga la campanellina mi ricorda che non c’è più spazio per scrivere. Non devo però mandare a capo il rullo con il foglio perché ci va da solo. Automaticamente. È quasi un peccato. Per rileggere quello che ho scritto devo però tirare fuori il foglio. Per correggere, rimetterlo dentro.

Il testo sulla pagina che sto scrivendo è molto simile a quello che veniva prodotto dalle vecchie macchine per scrivere. La tastiera anche, se usassi quella dell’app, sarebbe simile. Volendo, potrei anche disabilitare la funzione “delete”. L’opzione c’è, ma mi pare eccessivo privarmi di siffatta modernità.

Ogni volta che tocco un tasto un’asticella con la lettera da stampare sul foglio si solleva e piazza il carattere nel mezzo della carta digitale. Le parole che scrivo scivolano via a sinistra fino alla fine del rigo. Emozionante! L’app però è troppo limitata per essere usata regolarmente.

Purtroppo Hanx Writer non supporta il Markdown, non integra gli snippet di Textexpander e non converte il testo in HTML. Giusto per citare le cose fondamentali. È comunque una discreta app per chi deve scrivere e basta, anche se la funzione di export supporta solo il formato PDF.

Volevo parlarti da qualche giorno di come l’iPad sia diventata la mia nuova macchina per scrivere. MG Siegler ha trattato il tema qualche settimana fa su Medium. Il fatto è che l’iPad di per sé ti rende più produttivo. Con il proprio “mono-tasking” il tablet di Apple infatti ti costringe a focalizzarti su
quello che stai facendo. Se devi essenzialmente scrivere, diventa il tuo migliore amico.

Sì, è vero, anche sull’iPad ci sono le notifiche, ma puoi disattivarle tutte con un tap, attivando il do not disturb. Sì, è vero, sull’iPad ci sono millemila altre app, ma una volta che hai aperto quella giusta tutte le altre scompaiono.

A fine settembre ti presenterà un ebook su come essere maggiormente produttivo utilizzando solo iDevice. In questo ho dedicato un capitolo alle app per scrivere. Una volta la mia preferita era Writing Kit, ma da troppo tempo richiede un aggiornamento per risolvere un paio di bug comparsi con l’update a iOS 7. Byword è l’ideale per scrivere e pubblicare direttamente sul tuo blog, ed è anche un’app completa. La mia preferita, sotto molto aspetti. Editorial è forse la miglior app in assoluto. Si tratta però di un’app per geek. Ha però una cosa fondamentale se scrivi su un’iPad: un browser integrato. Quando devi cercare qualcosa basta che fai uno swipe sul lato dello schermo e puoi navigare nel web. Il dover passare per l’app switcher, a volte, si può rivelare una distrazione catastrofica.

(A distrarmi poco fa è stata l’app di Tom che ha interrotto la mia scrittura per cambiare il foglio nella macchina per scrivere. Devo ammettere che, pur con tutte le sue mancanze, scrivere in quest’app mi piace sempre di più e trovo il rumore dei tasti, la campanellina, il ritorno del rullo, quasi confortevole e in grado di aiutarmi a concentrarmi ancora di più.)

L’assenza sull’iPad di mouse e trackpad ti obbliga inoltre a tenere le dita fisse sulla tastiera. A fare quello che sanno. Scrivere. Anche quando devo cercare qualcosa su Internet, andare a riprendere degli appunti o controllare un’email, il fatto di dovermi staccare dalla tastiera per raggiungere il bottone home mi trattiene dall’interrompere il mio lavoro. È così che ti rendi conto di come tante pause fatte durante la scrittura di un testo non siano altro che ostacoli frapposti fra te e le tue parole.

Purtroppo non tutte le cose possono essere scritte su un iPad. In teoria sì. In pratica no. Sai perché no? Perché dipende da quando le scrivi. Un conto è se sono a casa mia, tranquillo, la sera. Altro è se sono in ufficio o a al lavoro. Ecco perché nei mesi scorsi ho dedicato parecchio tempo a cercare di individuare la miglior app per scrivere sul Mac. Ne no testate parecchie. Nel post
linkato trovi le recensioni di queste insieme a un elenco di app e consigli pratici per scrivere meglio su un Mac. Buona lettura. E soprattutto: buona scrittura.

ComunicazioneScrivere

Silvio Gulizia Twitter

Il padawan di questo sito.


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