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Il problema del materasso (e delle tastiere meccaniche)

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

L’altra sera ho speso 130 euro per un set di copritasti – il pezzo di plastica che si monta sopra il tasto vero e proprio – per la mia tastiera. Ci ho ragionato su parecchio, non è stata una decisione avventata. O meglio, ho speso 54 euro per il set, il resto sono spedizione, tasse, dogana e oneri del vettore. Siccome per lavoro trascorro diverse ore al giorno davanti al mio Mac, e con questo interagisco con una tastiera, ho considerato che ne valesse la pena. Inoltre la mia passione è scrivere, e quindi… Un anno fa non avrei mai immaginato che avrei compiuto una spesa del genere, ma da quando ho iniziato a scrivere con una tastiera meccanica sono cambiate molte cose…

Quando si tratta di compiere un acquisto, diventiamo tutti spilorci, credo. Almeno, io lo divento. Quando realizziamo che una cosa costa parecchio, tutto il bene che ne pensavamo viene rimesso in discussione sulla base dei soldi che ci vengono richiesti per quell’oggetto. Raramente ragioniamo sul valore nel tempo del singolo prodotto, ovvero quanto ci costerà per ogni giorno che l’useremo. Che è poi il valore reale di quell’oggetto. Prendi per esempio il materasso su cui dormi: quanto costa? Quanto tempo hai speso nel valutarne l’acquisto? Hai pensato che un terzo delle tue giornate le spenderai sopra a quel materasso?

Prendiamo un attimo in considerazione il tuo smartphone. Quante ore lo usi ogni giorno? Diciamo due ore e mezzo, per tenerci larghi (io standoci attento riesco a moderarmi a 45 minuti, ma poi ci sono i giorni che lo uso molto per lavoro, quelli in cui ci leggo, quelli pieni di telefonate e un’ora e mezza diventa facile arrivarci). Diciamo che dormi 7,5 ore, tre volte tanto. Se lo smartphone lo paghi 1000 euro, e lo usi per due anni, per un materasso che userai mediamente 9 anni, quanto dovresti spendere? Se consideri le prestazioni del materasso importanti almeno quante quelle dello smartphone, dovresti pagarlo circa 13.500 euro. Ora, magari il telefono l’hai pagato 100 euro perché per te non è uno strumento di lavoro, ma penso che avrai capito il ragionamento.

Nel 2012 ho acquistato la mia Apple Wireless Keyboard. Ricordo di averla pagata tipo 70 dollari. L’avevo presa per scrivere con l’iPad e penso di averla usata quasi tutti i giorni per almeno 5 anni. È ancora perfetta. Allora mi sembrava una follia, ma con il senno di poi posso dire che sono stati soldi ben investiti. Anche se non ci avevo mai pensato fino a oggi. Ora, scrivere con una tastiera meccanica, oltre a tutti i pregi che ha, rende assai più piacevole il tempo che trascorro davanti al computer o scrivo sull’iPad, quindi perché mai non investire dei soldi per i copritasti su cui le mie dita poggeranno per diverse ore tutti i sacrosanti giorni per speriamo il più a lungo possibile? È esattamente il ragionamento per cui ho iniziato questa avventura nel mondo delle tastiere meccaniche, e che oggi mi aiuta a pesare qualunque acquisto io compia, e qualunque esperienza a cui dedichi il mio tempo.

Ed è una delle cose che mi ha insegnato il minimalismo, e che cerco di trasmettere a mia volta con il mio corso e il mio libro: spendi di più, ma per meno cose. Sembra controintuitivo, ma a lungo andare ti aiuta a circondarti solo di cose che ti piace davvero usare. Che probabilmente costano un po’ di più della media, e a cui magari tante volte avresti detto di no solamente perché erano molto costose. Ma, appunto, rinunciando a comprare molte cose, alla fine ti rimarranno più soldi per comprare quelle che vuoi.

Riflessioni

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