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I numeri dei fantasmi

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

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Spulciare la rubrica dei contatti è una vecchia abitudine, di quando le SIM contenevano al massimo 120 nomi. Sempre più spesso incappo in numeri di gente che non fa più parte della mia vita. A volte non ricordo neppure chi fossero e le cancello. Altre volte, sono persone non più presenti nella mia vita, ma che ci hanno lasciato una qualche traccia.

Alcune sono passate così. Han fatto un pezzo di strada insieme a me e poi puff, sparite senza quasi che me ne accorgessi. Di loro mi è rimasto un numero di telefono che a volte trattengo perché si sa mai, potrebbe tornarmi utile. E anche un po’ per pigrizia.

Ci sono alcuni numeri che ci resteranno per sempre, nella mia rubrica. Non li chiamerò mai più e avere il loro numero di telefono è inutile perché non c’è più modo di contattarli, almeno da questo lato qui della vita. Che ci fanno ancora nella mia rubrica?

Ci stanno per ricordarmi che c’erano. Tutto qui.

***
Il mio iPhone ha questa funzione che si chiama Spotlight e che uso per cercare diverse cose. Ogni tanto uno di questi fantasmi salta fuori in una ricerca in cui non c’entra nulla, per via di qualche sequenza di lettere o chiavi di ricerca. Mi ricorda che mi aspetta, da qualche parte. Di là. Dopo. Dove? Forse per contattarlo di nuovo servirà un’interurbana. Forse no. Magari non si potranno più fare, le interurbane.

A volte questi fantasmi mi strappano un sorriso. Penso che hanno trovato il modo di fare una vacanza nella mia vita. E allora penso a quelli che non ci sono. Che non ci sono mai stati in questa rubrica perché quando l’ho iniziata non c’erano già più.

È così tanto che non compongo il loro numero di telefono che non lo ricordo neppure. Ricordo però quelle sere d’estate in coda alla cabina telefonica per chiamarli, con i gettoni che mi saltavano in mano e l’emozione di sentire la loro voce uscire dalla cornetta della Sip.

***
Mi piacerebbe avere quei numeri di telefono nella mia rubrica. Anche se ora probabilmente appartengo ad altri. È un po’ un furto. Dovremmo essere sempre noi a rispondere al nostro numero di telefono. Anche dopo. Magari con un messaggio personalizzato per chi continuerà a chiamarci.

Dovresti avere, durante la tua vita, la possibilità di registrare dei messaggi per chi ti chiamerà dopo. Per i tuoi cari e per chi invece non sei riuscito a mandare a quel paese mentre eri ancora qui.

Non ti è mai capitato di chiamare una persona che non c’è più? È un’esperienza drammatica. Pensa, non sarebbe meglio sentirselo dire da lei con un messaggio personalizzato? Ciao Silvio, scusami non ci sono più. È un sacco di tempo che non ci sentiamo, ma ci tenevo a dirti che non mi sono mai dimenticato di te.

Oppure: Ora che non ci sono più te lo posso dire: vai aff…

Se ci fosse, ogni tanto telefonerei alla mia nonna per sentirmi ancora chiamare Silvietto. Non ho più permesso ad altri di farlo e me la prendo quando qualcuno ci prova. È come rubarle il numero di telefono. Non si fa.

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