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Fai quello che dici

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

Ci sono momenti in cui andare avanti è più difficile che altri. Perché difficile, ehi, è difficile sempre. Muoverci da dove siamo per andare dove non sappiamo se ci troveremo meglio, è quanto meno disagevole. E il futuro è nel migliore dei casi un’ipotesi. Per questo, quando le cose diventano davvero difficili, ci promettiamo che faremo qualcosa per farle andare meglio. Andranno come vogliamo, vedrai.

Ti prometto che lo farò.
Ti prometto che non farà male.
Ti prometto che ce la faremo.

Cosa promettiamo, davvero, quando promettiamo?

Promettere significa mettere se stessi a tutto pro di qualcuno o di qualcosa. Quando promettiamo garantiamo il nostro impegno perché le cose vadano come abbiamo promesso.

Però poi, nelle cose di tutti i giorni, succede che ce ne dimentichiamo, di quelle promesse lì. Perché siamo distratti da quello che succede. Dentro e fuori di noi. E ci dimentichiamo che quando diamo la nostra parola a qualcuno stabiliamo un contratto basato sulla fiducia. Voglio dire, quello si fida di noi perché gliel’abbiamo promesso. Con che coraggio possiamo guardarlo in faccia e rimangiarci la promessa perché qualcosa di inatteso è capitato?

Un contratto si fa con delle clausole ben precise, che chi lo sottoscrive accetta e controfirma. Ora, può succedere che la persona con cui abbiamo firmato il contratto non rispetti tutte quelle clausole, o che succeda qualcosa a noi, e allora per un motivo o per l’altro ci sentiamo titolati a non rispettare più il contratto. Però, non è così. Non può essere così, perché il contratto non è stato annullato. Si trattasse di una clausola che rendesse nullo il contratto in caso di mancato rispetto, tanto tanto ci si potrebbe tirare indietro, ma se lo fai prima che il contratto sia stato dichiarato nullo passi dalla parte del torto. Perché ti sei rimangiato la parola data.

Ogni volta che prometti qualcosa – a te stesso, al tuo datore di lavoro o a un cliente, ai tuoi genitori, ai tuoi figli, a tua moglie o tuo marito – dai la tua parola. Se poi te la rimangi, non sei più credibile. La gente non fa quello che dice, ahimè: l’ho imparato da quello che me l’ha insegnato. Per non essere come tutti gli altri, basta fare quello che diciamo e mantenere le promesse. Mantenere la nostra parola. Non per gli altri, ma per noi stessi. Per essere credibili ai nostri stessi occhi. Anche quando ci viene da dire non ci sto più perché ci sentiamo traditi negli accordi presi. Perché gli unici a cui dobbiamo rendere conto siamo in fondo noi stessi. Quando ti guardi allo specchio, la mattina, penso che anche tu voglia poterti fidare di quello che vedi. O no?

Fai quello che dici. Ci sono già gli altri che non lo fanno.

Riflessioni

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