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Struttura di un post #3 - Un articolo su "basi scientifiche"

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

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Siamo abituati a pensare che scrivere un blog sia difficile perché scrivere un articolo è difficile di per sé, figurati metterne insieme almeno uno alla settimana. E invece, scrivere un articolo è la cosa più facile di questo mondo. Basta avere una struttura da cui partire e voler spendere un po’ di tempo per condividere un messaggio con gli altri.

Nei precedenti articoli di questa Blogging Challenge ho illustrato la struttura di un articolo per punti e di uno basato su una storia. Oggi invece ti introduco alla struttura “su basi scientifiche”.

Siamo tutti abituati a pensare che…

Il modo in cui si diffondono le teorie scientifiche, come spiega Murray Davis in una ricerca intitolata That’s Interesting, è sulla base di quanto gli scienziati la pensano in modo differente. Rifletti: quando dai per assodato una cosa, e ti dimostrano il contrario, non sei più incline a prestare attenzione a quel concetto e a riutilizzarlo tu stesso nelle discussioni con altre persone per farti bello?

La prima parte di un articolo con una struttura scientifica è quindi prendere una cosa che tutti pensano sia difficile e spiegare perché invece è facile, come ho fatto io nell’introduzione di questo articolo. Oppure spiegare che una cosa creduta per pochi eletti la possono fare tutti. O che quello che comunemente pensiamo sia in una maniera invece è diverso.

La prova dei fatti

Una persona molto abile a fare questo, sfruttando benissimo l’italica tendenza a polemizzare, era Antonio Lupetti quando scriveva su Woorkup, uno dei blog più letti nel nostro Paese. Un altro che fa benissimo questa cosa è Jeff Goins, divenuto una celebrità del web per il suo blog e per i suoi libri, fra cui l’ultimo Real artist don’t starve.

La seconda parte della struttura di un articolo “scientifico” consiste nel portare esempi di personaggi o eventi noti in grado di dimostrare che quella strana idea che abbiamo proposto in realtà funziona. Goins, nel suo libro in cui afferma che gli artisti non muoiono di fame, contrariamente a quello che si pensa, porta l’esempio di Michelangelo, morto creduto povero, ma con l’equivalente di un conto in banca principesco.

In concreto

Come mettere in pratica tutto questo? È sufficiente tenere traccia delle nostre idee e prendere nota delle conferme che troviamo, o cercarle su Google, o addirittura costruirle “a forza” stressando il nostro cervello per far emergere gli spunti che l’hanno portato alla formulazione della teoria alla base del nostro articolo.

La terza parte di un post di questo tipo richiede infatti all’autore di illustrare ai propri lettori come utilizzare l’idea proposta nella vita di tutti i giorni, nel loro lavoro o nei propri hobby.

Scrivere un articolo “secondo la scienza” in 3 semplici passi

Ricapitolando, un articolo con “basi scientifiche”:

  1. Presenta un’idea ribaltando un concetto dato dal lettore per assunto;
  2. Elenca esempi a supporto della teoria proposta;
  3. Spiega al lettore come sviluppare il messaggio dell’articolo nella propria attività.

E, come al solito, si chiude con una chiara call to action tipo: iscriviti alla mailing list qui sotto se vuoi ricevere tutti gli articoli della mia Blogging Challenge.

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