Salta al contenuto

Come scrivere un articolo alla settimana

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
3 minuti

Table of Contents

Scrivendo blog e lavorando come giornalista freelance ho imparato che, al netto delle incombenze, è sempre meglio non pubblicare un articolo il giorno in cui l’abbiamo scritto — esattamente il contrario di quello che sto facendo in questo mese, durante il quale ho deciso di pubblicare un articolo al giorno raccontando tutto quello che ho imparato, sotto forma di sfida. Oggi per scrivere un articolo cerco sempre di prendermi una settimana.

Di seguito ti racconto come nascono gli articoli di Vivere Intenzionalmente, che essendo un progetto mio posso gestire al ritmo che voglio.

Prologo

A quello che voglio scrivere ci penso sempre, appuntando nel mio bullet journal e in Ulysses gli spunti per ogni articolo. Penso sistematicamente ai temi da trattare mentre sono in auto, sotto la doccia, o cammino per strada. Quando un’idea è matura, so che è il momento di coglierla. Questo avviene fra la domenica e il lunedì.

Per maturare, un’idea ha bisogno di materiali di supporto che in genere transitano per il mio Instapaper, dove leggo tutto quello che raccolgo, da articoli o email, o per Ulysses, dove archivio citazioni e riflessioni tratte dai libri che leggo, dalle persone con cui mi relaziono, o dalle conferenze a cui partecipo.

La sera prima di scrivere, mi appunto il titolo provvisorio su Reminder (Promemoria), che è una delle poche app abilitata a mandarmi notifiche sul mio iPad. La cosa speciale di Reminder è che i promemoria programmati per il passato restano visibili sul lock screen fino a quando non li riprogrammi o cancelli.

Giorno 1

Quando sono pronto a scrivere di un argomento, cosa che avviene di solito il mattino presto, prendo l’iPad e ci trovo il promemoria che mi ricorda di cosa ho deciso di scrivere, così da evitare di partire subito per la tangente e affrontare un tema diverso. Meglio sempre fidarmi del me stesso che ragiona e pianifica. Qualsiasi altro spunto, finisce in Ulysses.

Il primo giorno butto giù la bozza dell’articolo, che richiede di solito da uno a due pomodori 1. Propedeutica alla scrittura della bozza è l’elaborazione dell’outline, così da avere una traccia da seguire per raccogliere i miei pensieri.

Nella prima (schifosa) bozza l’obiettivo principale è metterci me stesso. L’esperienza che ho maturato. Il valore aggiunto che posso portare io al tema di cui andrò a scrivere.

Questo avviene di solito di martedì.

Giorno 2

Il giorno successivo, rivedo tutti materiali e gli spunti che avevo raccolto circa il tema che ho affrontato, e vado a prendere le pezze d’appoggio di cui l’articolo necessita. A quel punto riscrivo l’articolo dandogli una forma pressoché definitiva. Questo lavoro può richiedere dai 2 ai 4 pomodori a seconda della complessità del tema affrontato.

A queste attività dedico di solito il mercoledì.

Se ho un po’ di tempo in più, faccio un terzo giro di valzer e passo il pezzo in iA Writer o Marked per rifinire la prosa, togliendo aggettivi e avverbi superflui e rimodulando le forme passive.

Giorno 3

Una volta che l’articolo è per me pronto, passo dall’altra parte e vesto i panni del lettore. Dunque, mi impersonifico in questi — penso al lavoro che fa, a come ci è arrivato a leggere il mio articolo, al perché è interessato a leggerlo e cosa ne può trarre — e inizio la lettura in cerca di quello che manca. Nel mondo ideale, questo processo avviene sulla carta con la matita rossa, ma di recente ho iniziato a utilizzare l’iPad appuntando gli articoli su Goodnotes o Notability per poi affiancarli a Ulysses per portare le modifiche necessarie. Decisamente più comodo.

Terminato questo processo, invoco Siri e le chiedo di leggermi l’articolo ad alta voce a caccia di refusi.

Questo spesso è fattibile con un pomodoro e di solito gli dedico il giovedì.

Giorno 4

Quando l’articolo è pronto, scrivo un buon titolo, l’excerpt — che verrà usato anche per i motori di ricerca e per i social network — e trovo una foto da usare come immagine dell’articolo per i social network. A quel punto, esporto il post su Mailchimp e WordPress, e programmo l‘invio della newsletter e la pubblicazione dell’articolo. Il tempo richiesto non dovrebbe superare un pomodoro.

A questa attività dedico il venerdì.

Giorno 5

Nel mio processo di scrittura ho inserito un margine per evitare che a fronte di un imprevisto tutto vada a rotoli. Questo è anche utile per distaccarmi un po’ da quello che ho scritto.

Giorno 6

Rispondo alle email dei lettori che hanno ricevuto la newsletter. Tempo variabile, mai più di un pomodoro per scelta. Questo avviene di solito la domenica sera.

Giorno 7

Programmo la diffusione dell’articolo tramite i social network (Medium incluso). Ultimo pomodoro, il lunedì.

Come fare tuo questo processo

Questo workflow per me funziona benissimo con Vivere Intenzionalmente, ma, come scrivevo all’inizio, quando scrivo per giornali, riviste o qualche cliente, non sempre riesco a progettare i miei articoli per tempo. L’importante è seguire il processo di scrittura che ho descritto in precedenza, e in generale mai iniziare e finire un articolo il giorno stesso.


  1. Sessioni di lavoro da 25 minuti, intervallate da break di cinque minuti durante i quali leggo un libro, in religioso rispetto della tecnica pomorodo 
Blogging ChallengeScrivere

Silvio Gulizia Twitter

Il padawan di questo sito.


Articoli correlati

Solo per gli iscritti

Ghost vs WordPress

Scopri le principali differenze fra Ghost e WordPress.

Solo per gli iscritti

Ghost self-hosted: perché sceglierlo e cosa ti serve per usarlo al meglio

Nel corso delle ultime settimane mi sono preparato a dovere per migrare il mio sito su Ghost, un CMS open source sviluppato e gestito da una organizzazione non-profit dedita a creare i migliori strumenti open source per giornalisti indipendenti, blogger e creatori di contenuti in generale. Seguo il progetto da

Solo per gli iscritti

Perché e come aggiungere una newsletter al tuo blog

Quando una persona che incontri, anche tutti i giorni, diventa un tuo contatto? Quando ti scambi il biglietto da visita. Perché lì sopra oltre al suo nome è indicato un modo per contattarla. Di solito telefono ed email. Con i tuoi lettori è lo stesso: diventano un contatto quando ti