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Origami, la startup hardware de La Stampa

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
2 minuti

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L'homepage di Origami. L’homepage di Origami.

Questa mattina mi sono fermato in edicola per comprare Origami, il nuovo settimanale de La Stampa, forse la prima startup “hardware” del giornalismo italiano.

Origami c’entra molto poco con il passato:

  • È costituito da un solo enorme foglio (90x62cm) ripiegato più volte su se stesso, cosa che riduce i costi di stampa e non complica più di tanto la lettura, anche se per godersi la grafica del “paginone” occorre un tavolo. È nella logica del prodotto: va consumato in modo lento perché è strumento per approfondire.
  • È monografico: questa è la parte che mi piace di meno è anche quella più innovativa. Ogni settimana Origami offre un approfondimento sul principale tema di attualità, per capirlo fino in fondo. Dal punto di vista editoriale è una scelta coraggiosa, perché rende davvero complicato fidelizzare il lettore. Se fossi un docente però lo porterei a scuola tutti i giovedì.
  • Niente pubblicità: una scelta molto più digitale di quanto non appaia. I giovanissimi non amano pagare per le news, perché queste sono oramai disponibili gratis, e detestano la pubblicità (che grazie ai content blocker presto diventerà obsoleta), ma sono ben propensi a pagare per prodotti di qualità. Origami assomiglia a una newsletter monografica, quello di cui vanno ghiotti i millennial, contrariamente al pensiero comune. Nonostante questo, si tratta di un prodotto per ogni età.
  • Individua un problema che c’è e non è ancora stato risolto in maniera ottimale, e offre una soluzione innovativa. In un mondo che va veloce, in cui le news si susseguono e si mischiano allo spettacolo, Origami offre uno spazio lento, di approfondimento, per facilitare la comprensione di quello che sta accadendo. Il primo numero su Putin non mi è piaciuto a prima vista, ma “sfogliano” il giornale (non so se si possa ancora dire così) ho cominciato a farmi un’idea e ho capito che ho bisogno di farmela. Anche perché Putin è appena diventato l’uomo più potente del mondo (Classifica Forbes).

“Quando avrete finito di leggere questo grande foglio piegato molte volte, allora saprete tutto quello che era necessario per farvi un’idea”. Questa è la scommessa del direttore Mario Calabresi. È bello vedere che qualcuno ancora pensa a come fare giornalismo di qualità.

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