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I benefici di un diario della gratitudine e l'impatto sui progetti personali

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
3 minuti

Persona che scrive un diario

Negli ultimi mesi ho iniziato a scrivere un diario della gratitudine e ho sperimentato su me stesso come questo contribuisca ad aumentare la felicità percepita e ti aiuti a sviluppare quella “carica” necessaria a progredire nei tuoi progetti.

Che cos’è esattamente la gratitudine e come incide sul nostro umore? Partiamo da un esempio. Hai mai fatto caso alle facce degli atleti olimpici durante le premiazioni? Quelli che ricevono una medaglia di bronzo appaiono sempre più felici di quelli che portano a casa l’argento. Perché? È presto detto: vincere una medaglia è sempre bello, anche se è una di bronzo; perdere il titolo di campione, magari per tanto così, ti lascia invece l’amaro in bocca. Così i bronzi sono grati di essere saliti sul podio, mentre gli argenti stanno ancora rosicando.

Si tratta di una sensazione ed è essenzialmente una questione psicologica.

I benefici della gratitudine

Ci sono diversi studi in proposito e tutti hanno rilevato come praticare la gratitudine offra svariati vantaggi. Ecco i principali:

  • ti rende una persona migliore;
  • arricchisce le amicizie;
  • aumenta la felicità;
  • rende la vita più bella alle persone che ti sono vicine;
  • aiuta a essere meno depressi, ansiosi, invidiosi, solitari e nevrotici.

Inoltre, secondo i risultati delle ricerche di Sonja Lyubomirsky, professore di psicologia dell’università della California, la gratitudine è una delle caratteristiche comuni delle persone più felici.

Gratitudine e felicità

Tenere un diario della gratitudine è una pratica suggerita da tutti gli “esperti” di felicità, e anche se pensavo fosse una stupidaggine, dopo averlo sperimentato devo ammettere che no, non lo è. Si tratta di un trattamento con profonde radici scientifiche.

La gratitudine aiuta a ridurre lo stress, aumenta le percezioni positive e riduce quelle negative. Secondo gli studiosi essa infatti è connessa alla salute mentale e alla soddisfazione percepita dalla propria vita.

Per sperimentare questa pratica ho aggiunto nel mio rituale del diario serale una domanda a cui rispondere tutti i giorni: “Per cosa sei grato oggi?”.

Ho scoperto che ci sono cose che do per scontate, ma sono quelle che più incidono nel determinare il mio stato d’animo, e di conseguenza il mio approccio alla vita di tutti i giorni.

Per esempio, alcune delle cose di cui sono stato grato nelle ultime settimane, ma di cui non mi sarei mai accorto se non mi fossi preso un momento per, appunto, rendermene conto, sono state un pranzo con mia moglie, l’invito al suo matrimonio da parte di un amico che non sentivo da tempo, un complimento di un ex collega, un commento di una persona che ha stampato il mio ebook per darlo alla figlia, un mancato incidente, un libro che mi è stato suggerito e mi è piaciuto un sacco, mia figlia che mi sente scendere le scale per fare colazione e mi corre in contro.

Tutte cose che, se ti prendi un minuto per scriverle, come dire, rivivono nella tua mente, si “amplificano” nella memoria e perpetuano la felicità che quei momenti ti hanno già regalato.

Ci vuole poco, dirai. Ed è vero: ci vuole poco. La cosa sorprendente è che questo poco funziona. Guarda, è normale che tu sia scettico: lo ero anche io all’inizio e ancora oggi faccio fatica a scrivere due righe quando arriva quel momento della giornata.

Ho scoperto però che trovare un minuto per rendersi conto delle cose di cui siamo grati ti dà una ricarica di felicità i cui effetti si notano più sul lungo termine che nell’immediato.

Il ritmo giusto

Il senso di felicità ripetuta che deriva dall’esplicitare la propria gratitudine ti aiuta a trovare il ritmo giusto. Fa scaturire dentro di te una forza inarrestabile che ti sprona a seguire il tuo cuore, avventurarti nelle più diverse follie e continuare, continuare, continuare a fare di tutto per portare a termine il tuo progetto. Senza mai fermarti, dando vita a quello stato mentale definito “flusso” dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi, e che implica un serio divertimento nel fare ciò che fai, al punto di perdere la percezione del tempo e dedicare tutto te stesso alla creazione di qualcosa di cui essere davvero orgoglioso.

Fico, ma alla fine di tutto cosa rimane? Ti rimando a un prossimo post i cui ti parlerò dei vantaggi della felicità partendo dagli studi del ricercatore di Harvard Shawn Anchor, i cui risultati dimostrano come la felicità aumenti la produttività (+31%) e le probabilità di avere successo nella vita (+40%).

AbitudiniJournaling

Silvio Gulizia Twitter

Il padawan di questo sito.


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