Salta al contenuto

I 3 pilastri dei Jedi

Forza, conoscenza e autodisciplina: tre aspetti chiave per la crescita personale

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
3 minuti

Table of Contents

Forza, conoscenza e autodisciplina sono i tre pilastri dei Jedi, l’ordine monastico a cui è affidato il mantenimento della pace all’interno della galassia di Star Wars. E sono tre aspetti chiave per chiunque segua un percorso di crescita personale.

La Forza è pervasiva, presente in tutti noi, chi più in chi meno. Quanta Forza ci sia in ognuno di noi è irrilevante, poiché determinante è come la gestiamo. La Forza è un concetto complicato: dal punto di vista scientifico, essa viene identificata come un’energia che tiene insieme tutte i pezzi dell’universo, esseri viventi ed elementi inanimati. Ne ho scritto in un ebook gratuito, Vibrare ad alta frequenza, a cui ti rimando per capirne di più. La forza è il Qi, la mente universale dello zen, l’energia vitale. È quella cosa a cui ti connetti quando mediti, quando a un certo punto non c’è più un solo pensiero che desti la tua attenzione. Quando non c’è più un solo muscolo del tuo corpo che richieda la tua attenzione. Quando la tua mente è finalmente in pace e te la stai godendo.

La conoscenza è uno dei fattori che alimentano la forza. Al Jedi è richiesta una conoscenza di base di tutto l’universo, ma soprattutto è richiesto di cercare in profondità le risposte alle domande che incontra. La conoscenza aiuta a capire le cose, a comprendere la Forza e sua volontà (già, perché la Forza non è priva di volontà). Conoscenza è apertura alla serendipità. È comprendere anche le ragioni di chi ti è avverso, per riportarlo sulla retta via. Anche quando quello che se la prende con te è il tuo destino. Perché se puoi farci qualcosa, non ha senso sprecare le tue energie nel disperarsi. E se non puoi farci nulla, meglio farsene una ragione e non sprecare energie nel disperarsi. È l’unico modo di affrontare la morte, la perdita di un affetto, o uno qualsiasi dei mille fallimenti di cui è costellata la nostra esistenza (ed è evidentemente tanto facile a dirsi quanto complicato a farsi). È anche l’unico modo di affrontare il lato oscuro, a cui siamo condotti quando abbracciamo passioni forte come paura, odio, rabbia o persino amore, affetto e qualunque altro desiderio che ci impedisce di riconoscere in modo appropriato quello che stiamo vivendo.

L’autodisciplina è lo strumento che ci aiuta ad accettare le passioni, senza arrenderci a esse. I Jedi sono conosciuti per la loro abilità con le spade laser, ma non c’è addestramento alla spada laser prima che il praticante abbia dato prova di sapersi disciplinare. Nel mio elogio della disciplina ho spiegato perché e per come la disciplina è nostra alleata. In poche parole, è quell’elemento che ci tiene a galla quando tutto sembra perduto. È quell’elemento che ci tiene a galla sempre, a dirla tutta. La meditazione (a cui ho dedicato il mio libro La Pratica) è lo strumento principale attraverso cui i Jedi allenano la propria autodisciplina. Uno strumento a cui ricorrere davanti a ogni problema, cercando di isolare la propria mente per calmarla, riconoscere quello che sta accadendo, e trovare la soluzione. I praticanti Jedi iniziano il proprio addestramento con una spada di legno, perché altrimenti rischierebbero di infliggersi dei danni. Sono invitati a meditare almeno cinque volte al giorno e a dimostrare la propria connessione con la Forza prima di partire alla ricerca del cristallo con cui costruire la propria spada laser.

Nel percorso di crescita personale di ognuno di noi la Forza rappresenta il nostro senso di connessione con tutto quanto ci graviti attorno. Compresi i nostri perché. È quella legge civica che scritta o non scritta tutti dovremmo avvertire dentro di noi. È quel senso di rispetto nei confronti della vita per cui il nemico è da combattere solo se ci siamo costretti e mai per scelta, e quando sconfitto gli va comunque preservata la vita. Possibilmente, recuperandolo, che è poi la missione avvertita da Luke Skywalker nei confronti di Darth Vader. La conoscenza ci richiama a quel 20 per cento di tempo che dovremmo dedicare a lettura, riflessione e sperimentazione e ci impone di aderire completamente al principio di serendipità. L’autodisciplina è lo strumento che annulla quella visione distorta della realtà che abbiamo quando ci lasciamo travolgere dalle passioni. Insomma, tenere ben presenti i tre pilastri dell’ordine Jedi è un ottimo modo per affrontare le battaglie che siamo chiamati a combattere ogni giorno.

E d’altra parte, come avrebbero potuto i Jedi mantenere la pace in un’intera galassia se non avessero raggiunto un livello di crescita personale superiore agli altri?

Silvio Gulizia Twitter

Il padawan di questo sito.