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3 filtri per un post

Silvio Gulizia
Silvio Gulizia
3 minuti

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Siamo onesti: pochi di noi hanno una persona di fiducia a cui far leggere i propri articoli prima di pubblicarli. Il più, non se ne cura. Eppure, questo è il modo migliore per essere sicuri che i nostri post vadano bene prima di pubblicarli. Già, ma che significa “vadano bene”?

Ogni articolo del mio blog deve gioco forza risuonare nel cuore dei lettori. Essere in sintonia con essi, stimolargli una riflessione, ed essere funzionale all’obiettivo comunicativo. Per raggiungere questo obiettivo ho preso in prestito tre filtri.

Un filtro per l’audience

Di chi ci legge dovemmo conoscere anche il colore delle mutande. Jason Zook nel corso How dare you definisce l’esigenza di avere un filtro per la nostra audience. Ecco è costruito attraverso una serie di domande da porsi e da porre a chi ci legge. Che lavoro fan, a che ora si alza al mattino, che relazione sentimentale ha, quanti anni ha, dove vive, quando ci legge, con quali strumenti, cosa vuole dalla vita, e cosa cerca nei nostri articoli?

Passare i nostri post in questo tipo di filtro significa chiedersi se quello che stiamo scrivendo è allineato con le richieste dei nostri lettori.

Il che è un po’ tricky, perché chi sono i nostri lettori lo definiamo noi con quello che scriviamo. Come nel caso di un’azienda e dei suoi clienti, però, è necessario ascoltarli e dirgli poi quello che vogliono, altrimenti rischiamo di restare fermi dove siamo. Ricordi che al buon Steve gli ridevano in faccia quando presentò l’iPad? L’iPad era la risposta di Apple alle esigenze dei propri utenti quando il resto del mercato rispondeva con i netbook (che se sei giovane forse non hai mai visto perché si sono estinti sul nascere).

Un filtro per la storia

Chip e Dan Heat in Made to stick definiscono gli ingredienti del successo con una formula che funziona benissimo come secondo filtro per i nostri articoli.

  1. Simple: vale a dire semplice da leggere e da capire, e per questo negli articoli precedenti ho puntato molto sul concetto di struttura.
  2. Unexpected: inatteso, perché tanto più riusciamo a sorprendere il lettore con qualcosa che ingaggi la sua mente e tanto più lo facciamo nostro;
  3. Concrete: perché se non c’è qualcosa da portarsi via un articolo è come non averlo letto;
  4. Credible: credibile, perché se una storia non è verosimile è fuffa,
  5. Emotional: perché ricordiamo quello che ci fa emozionare, e per emozionare il lettore devi almeno fargli formicolare le mani per la voglia di mettere in pratica quello che gli stai raccontando;
  6. Story: ricordarsi una storia è più facile che memorizzare dei concetti, per questo l’idea del filtro è funzionale a ricordarsi di allineare i nostri articoli con i nostri obiettivi e i nostri lettori – se una cosa non lo è, non esce dal filtro;
  7. Sticky: mettere un punto fermo con il nostro articolo è quello che inseguiamo quando mettiamo in pratica i punti precedenti; il nostro obiettivo con ogni articolo deve essere veicolare un unico messaggio al lettore dello stesso.

5 domande pratiche

Recentemente Jeff Goins ha creato un intrigante sito per creare lead per la propria azienda: dontpublishit.com. Questo sito raccoglie cinque domande con cui filtrare il tuo articolo prima di pubblicarlo.

Si comincia dalla definizione del titolo e dello scopo dell’articolo? (traffico, lead, vendita), e poi ci si pongono queste cinque domande:

  1. È il miglior articolo mai scritto sul tema? O, in caso di post per vendere qualcosa, racconta una storia coinvolgente circa il problema che il tuo prodotto risolve?
  2. L’articolo fa una promessa concreta e la mantiene? O, nel caso di un articolo scritto per vendere, stai amplificando le conseguenze di non aver risolto il problema che il tuo prodotto risolve?
  3. A seconda dello scopo dell’articolo, il post fa quello che dovrebbe fare?(Incentiva la gente a condividere? Introduce un valido content upgrade? Spiega chiaramente al lettore in che modo il tuo prodotto risolve il suo problema?)
  4. A seconda del tuo obiettivo, ha l’articolo quello che serve? (È ottimizzato per i motori di ricerca? Hai una chiara call to action alla fine del post? Illustri quello che il tuo prodotto fa e i benefici che si ottengono facendo quello che il tuo prodotto consente di fare?)
  5. Sei pronto a promuovere l’articolo? (Hai tempo, copy e una strategia per farlo? Incentivi i tuoi fan a promuoverlo ai loro amici? Hai fatto in modo che comprare il tuo prodotto sia super facile?)

A che pro?

Passare ogni articolo attraverso questi filtri ti aiuta a essere sicuro che esso risuoni nella tua audience, si diffonda di lettore in lettore e raggiunga il proprio obiettivo. Purtroppo non è facile riuscirci e ci vuole un sacco di tempo, per questo nella mia Blogging Challenge ho dedicato parecchio tempo alle strutture degli articoli, perché è grazie a esse che riusciamo a ridurre al minimo il lavoro richiesto da questi filtri.

Prova a passare al setaccio i tuoi post per capire se funzionano. Pro tip: prendi i primi cinque in ordine di traffico e passali attraverso questi filtri, vedrai il tuo blog crescere da un giorno all’altro!

Blogging ChallengeScrivere

Silvio Gulizia Twitter

Il padawan di questo sito.


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